venerdì 21 giugno 2013

Festa di Matrimonio Simona e Luca

Non andavo ad una festa di matrimonio da anni: questo ormai è periodo al massimo di cresime, in attesa dei funerali..
Simona e Luca si sono sposati dopo 17 anni di convivenza.. quante analogie.
Festa in un circolo ARCI di Affori, nel parco del Paolo Pini. Lontano dalla città, sembra di essee in campagna.
Cascina, tavolo del cibo portato da casa, pavimento piastrellato, musica.
Tanti loro amici, molti tangueri che conosco anche io, fra i più simpatici. ma simpatici anche gli altri amici.
Io amo le feste.. ho parlato, mangiato un sacco di frutta, bevuto molto poco. Guardato intorno.
E ballato. un primo gruppo di tanghi per neanche un oretta, poi a fine serata tango nuevo a go go.
Ballato tanto e bene, rilassato, con tanto spazio a disposizione me la sono goduta.
Rondato la sposa, ovviamente, poi ballato con Annina, una sconosciuta(Silvia) , finito con Vania, con cui ricordo aver avuto difficoltà ed invece stavolta è stato piacevolissimo.
Alle 3, a casa...



giovedì 20 giugno 2013

Milonga: Spazio A sala grande

Al mixer Burgoita, che non mi fa impazzire. tutti tanghi molto classici.
Arrivato tardi, poche ballerine rispetto agli uomini, e non tutte di gran livello. Scelto male un paio cosi cosi.
Perso piu di 40 minuti per lo spettacolo folcloristico di beneficenza.
Serata niente di che

lunedì 17 giugno 2013

Milonga: Biko

Che aggiungere, oramai. Io stavo bene, ballerina al di la delle mie possibilità, tante erano.
Invitato sia Sara che Marisa. con loro ballo sempre peggio di quanto gia sono scarso. Peccato.
Altre tande di maggiore soddisfazione anche senza raggiungere livelli eccelsi

venerdì 14 giugno 2013

Milonga: Che Bailarin!

Arrivato presto: milonga deserta.
Fino alle 11:30 è impossibile ballare per mancanza di ballerine.
Poi di riempe e diventa divertenta.
Punto y Branca è una sicurezza.
Ballato molto e con soddisfazione

mercoledì 12 giugno 2013

Cinema: Viaggio sola


Maria Sole Tognazzi costruisce un film originale, scartando i cliché della commedia sentimentale
Marzia Gandolfi              

Irene è un'ispettrice alberghiera che valuta e giudica le prestazioni di hotel di lusso. Pignola e scrupolosa, soggiorna nell'albergo di turno all'insaputa di direttori e personale, infilando i guanti bianchi e spiegando il suo kit da lavoro. In volo tra una città e un'altra, Irene viaggia sola e dentro una vita a cinque stelle che le impedisce di mettere radici. A terra l'aspettano Andrea, ex fidanzato ed eterno amico, e Silvia, sorella con marito e prole, che sogna un giorno di vederla 'sistemata'. Attenta ai particolari, Irene sembra però perdere il quadro generale. Il decesso di un'antropologa conosciuta nella spa di un hotel berlinese la precipita nel caos, disorientandola come i direttori che ammonisce.
Dopo l'uomo solo di Favino, dentro una storia sentimentale che finisce, Maria Sole Tognazzi sceglie una protagonista femminile e la imbarca letteralmente nel mondo. Perché l'Irene di Margherita Buy è una cittadina dell'airworld che ha fatto dei non-luoghi la sua dimora mobile. Una donna che rifiuta la stasi e preferisce le zone liminali all'inquietante certezza della vita 'normale'. Angelo sterminatore a terra, Irene bacchetta con stile e discrezione chi dovrebbe offrire ai propri clienti un'esperienza indimenticabile, invitandoli a riconsiderare la gestione dell'albergo e a organizzarlo in modo migliore. Proprio come farà con la sua vita, in cui persevera determinata a bastarsi. 
Almeno fino a quando non incontra una donna che come lei viaggia sola, affetta dal suo stesso nomadismo. Le parole e le teorie dell'antropologa, conosciuta ammollo in una spa, abbassano le sue difese, interrompendo la gestualità rituale e precipitandola nel 'disordine'. E in quel disordine Viaggio sola rivela la sua originalità, scartando i cliché della commedia sentimentale come un cliente occasionale di un albergo esotico devierà il desiderio per Irene, corteggiata davanti a un bicchiere di vino servito intempestivamente. L'esecutrice intransigente ha un punto debole nella solitudine a cui fa da contrappunto la vita 'familiare' della sorella, moglie e madre dentro il quotidiano. Vivere negli interstizi rende difficile entrare in intimità con l'altro, stringere relazioni autentiche, nutrire un sentimento ma d'altra parte l'umano non può godere di tutto, non può avere tutto, non può essere tutto. 
Quello che caratterizza Irene è l'esperienza del limite e quello che intende il bel film della Tognazzi è la capacità di misurarsi con quel limite e con la propria solitudine, la capacità di restare soli, la capacità di accettarlo. La risposta a cui giungerà non la sposterà più in là perché Irene è esattamente dove vuole essere e quello che vuole essere. La crisi, sfogata nell'amplesso con l'ex compagno, la risveglia consapevole o più consapevole delle decisioni prese. Irriducibile a una vita ordinaria, la protagonista (ac)coglie fino in fondo la sua natura sfuggente e l'asseconda dicendosi ad alta voce le rinunce ma pure la grande bellezza della scelta, della vocazione, della (propria) passione.
Il senso del film vive tutto negli occhi e nel portamento di Margherita Buy che fa del suo corpo il paradigma di una possibile modernità del femminile. Accanto a lei il passo indolente e spaesato di Stefano Accorsi e quello smagrito e irrequieto di Gianmarco Tognazzi, disorientati e accoglienti tra un ortaggio virtuale e uno reale. Coltivatori indiretti del maschile. Di un maschile che prova a essere migliore.

Carino, senza entusiasmare, non ho capito tanto cosa volesse dire la regista..

sabato 8 giugno 2013

Cinema: Fast & Furious 6


L'ennesima avventura mozzafiato che non risparmia in stravaganza e propellente, frullando girandole meccaniche e inseguimenti da sballo
Marzia Gandolfi            

La 'famiglia' di Dominic Toretto, arricchita in modo esagerato con una rapina ai danni del boss brasiliano Hernan Reyes, è sparsa per il mondo a godersi la refurtiva: qualcuno diventando papà, qualcun altro sognando una vita insieme e qualcun altro ancora promettendo paradiso e champagne a donne avvenenti. Tutto sembra procedere noiosamente bene quando l'agente Luke Hobbs bussa alla porta di Dom in cerca di aiuto e in cambio di un favore. Una banda di piloti mercenari sta mettendo a segno una serie di spettacolari rapine che nascondono un piano più minaccioso e ambizioso. Il braccio destro di Owen Shaw, leader carismatico dell'organizzazione criminale, è Letty Ortiz, compagna storica di Dom creduta morta durante una missione. Colpito dalla notizia e deciso a saperne di più, Dom accetta di aiutare i federali negoziando l'amnistia per sé e per la squadra. Scaldati i motori si lancerà all'inseguimento di Shaw e dei suoi accoliti. Una corsa che vale la vita, l'amore e il ritorno a casa.
Uscita dal ghetto losangelino, ma ostinata a 'rincasare' per un barbecue, la famiglia di Dominic Toretto accende i motori per la sesta volta, guidando ad alta velocità per le strade del mondo. Saturo di adrenalina, ruote sgommanti, esplosione testosteronica e una verve autodenigratoria, Fast & Furious 6 è diretto di nuovo da Justin Lin e 'guidato' da Vin Diesel, irriducibile fuorilegge rasato a cui chiediamo ancora un altro giro. E lui, cowboy urbano senza paura e molto carburante consumato, ci accontenta, raddoppiando la posta e allargando la famiglia a un nuovo e piccolo Toretto. Driver di nuovo 'in amore' con la ritrovata Letty, Diesel è corpo esagerato che non delude mai. Generoso e fedele (al codice) condivide la scena con la massa enfatizzata di Dwayne Johnson, 'roccia' contro cui si frange la megalomania del villain di Luke Evans, moschettiere a cavallo convertito ai cavalli. Asfalto rovente e motori su di giri, il sesto capitolo parte a tutta birra, rallentando a metà percorso e impennando nella volata finale, dove trova un 'abbraccio' acrobatico e trattiene sulla pista un Boeing smisurato. L'ipertrofico Diesel, che ha dimostrato con Sidney Lumet (Prova a incastrarmi) di essere qualcosa di più di un culturista con ambizioni attoriali, resta il cuore, la carne e i muscoli sempre tonici di una serie longeva che non ci pensa davvero ad 'accostare', rilanciando dopo i titoli di coda con Jason Statham. Con un cliffhanger e un appuntamento rinnovato termina l'ennesima avventura del clan Toretto e di una gioventù ultrabruciata senza scopo e col vizio della corsa clandestina. Corse che rimpiangono la polvere delle backstreets mentre sollevano la polvere di stelle di una Londra dove tutto è davvero possibile, anche un amore 'smemorato' e memore. Nel turbo giro, in cui finiscono inghiottite le star di turno, resiste Paul Walker, ex poliziotto infiltrato e amico fraterno di Toretto, e rientra Michelle Rodriguez, moglie del divo tutta curve pericolose e grinta sporca. I due eroi 'fendiaria' danno vita e gas all'ennesima avventura mozzafiato che non risparmia in stravaganza e propellente, frullando girandole meccaniche, accelerate pirotecniche e inseguimenti da sballo. Tutto quello che Fast & Furious 6 promette nel trailer lo mantiene, pilotando un cast che tiene la scena come le macchine la strada. Infine, e da tradizione, nei titoli di coda si raccomanda allo spettatore di non emulare gli esercizi acrobatici dello schermo, rispettando il codice stradale incorreggibilmente infranto da una combriccola di irresistibili spacconi.

Bello, meglio dell'ultimo. Ormai un action movie tradizionale che uno di sole auto

con Matte e Filo