sabato 24 ottobre 2015

Cinema: Sopravvissuto - The Martian


Bel film di avventura. Certo che ormai è difficile che alla mente non ti richiami tutti i film di fantascienza visti prima. Ma la parte su Marte è originale. Si poteva forse ridurre un po il viaggio sul pianeta, ma tutto il finale è una continua tensione emotiva. Ridley Scott ci sa ancora fare.



La più umana delle odissee, la più scientifica delle fantascienze
Emanuele Sacchi      *  *  *  1/2  -

L'equipaggio della missione Ares 3 sul suolo di Marte si trova nel mezzo di una tempesta che non lascia scampo. Il botanico Watney viene colpito da un detrito: credendolo morto, il comandante Lewis ordina alla squadra di abortire la missione e tornare sulla Terra. Ma Watney è vivo e, mentre cercherà di prolungare il più possibile la sua sopravvivenza sul Pianeta Rosso, la Nasa ricorrerà a ogni stratagemma per provare a riportarlo a casa.
Hanno detto che Sopravvissuto - The Martian rimette la "sci" in sci-fi, ovvero pone l'accento sulla "scienza" di fantascienza. E non sono andati lontani dal vero. Ridley Scott, alle prese con uno script non suo - autore il Drew Goddard della scuderia Joss Whedon - e tratto dal meticoloso romanzo di Andy Weir, un ingegnere informatico reinventatosi scrittore, si dimentica di essere il profeta dei futuri distopici di Alien e Blade Runner. E si limita a fare quel che gli riesce meglio, ossia rendere cinematografica materia che tale non è. Concedendo qualcosa al 3D ma il minimo indispensabile alla computer graphics, Scott consegna la sua epica alle riprese in esterni della desolazione marziana. Le passeggiate di Matt Damon sul suolo di Marte, a bordo del suo rover, ricordano tanto le cavalcate fordiane nella Monumental Valley che gli orizzonti infiniti di Lawrence d'Arabia. E non casualmente, visto che quest'ultimo è stato girato in luoghi vicini al deserto della Giordania scelto per The Martian. La visione di Scott e il suo racconto di un'odissea in cui Ulisse e Robinson Crusoe trovano un ideale punto d'incontro procede in parallelo con i teoremi infallibili di Weir, che vede nel suo protagonista l'ingegnere perfetto, un MacGyver di Marte pronto a elaborare modalità di sopravvivenza sempre nuove in un pianeta ostile. Rosso, brullo e indomabile, il quarto pianeta viene privato della allure che lo ha accompagnato in un tutt'altro che brillante passato cinematografico, attraverso l'espediente di ipotetiche civiltà pre-terrestri (Mission to Mars) o alieni belligeranti (La guerra dei mondi). E presentato per ciò che è, un gigantesco e suggestivo ostacolo alla vita. Solo con la forza dello humour da middle-class americana di Damon-Watney e con il pragmatismo della Nasa (collaboratrice e sponsor del film) il racconto regge per la sua lunga durata, avvince e infine porta all'immedesimazione con il protagonista. E pur trattandosi questi, ancora una volta, di un Matt Damon da salvare (Salvate il soldato Ryan) per il bene dell'America e del mondo, lo script spinge il minimo indispensabile sul pedale di un enfatico patriottismo; scegliendo anzi, con un'inattesa svolta narrativa, di ridimensionare il ruolo statunitense di superpotenza infallibile. Il futuro non è mai parso più verosimile di così, divaricando ulteriormente le due storiche branche della fantascienza: da un lato una space opera sempre più assetata di effetti speciali e meraviglie, dall'altro la controparte pseudo-scientifica, con i piedi ben piantati per terra, nonostante gli occhi osservino il cielo. Con buona pace di chi cerca una sua personale terza via, come il Nolan di Interstellar. Resta da domandarsi, visto il palesato intento di promozione a un rilancio dei viaggi aerospaziali della Nasa, se si tratti di uno spot centrato o controproducente. Proprio in virtù della stretta aderenza ai fatti di The Martian, infatti, Marte come meta non è mai parsa meno allettante di così. Omini verdi malvagi con i laser compresi.

domenica 18 ottobre 2015

Musei: La vigna di Leonardo


La parte piu interessante non è certamente la Vigna ma la casa ed il giardino del palazzo degli Atellani, successivamente risistemato dal Portaluppi, architetto milanese degli anni venti a cui di devono tanti interventi in città.
Casa affrescata che ancora evoca il periodo sforzesco anche se gli interventi degli anni 20 ci sono stati ma sono integrati nell'originale. 
Il giardino ricorda atmosfere lacustri (sarà stato anche il tempo uggioso) ma di grande suggestione.











venerdì 16 ottobre 2015

Expo: serale


Sesta volta ad Expo ed ancora non mi basta.
Mai vista tanta gente dentro nelle volte precedenti, anche se entro senza coda.
Per la prima volta prendo la navetta interna per risparmiarmi un bel pezzo di strada.
Alle 7 le code sono ancora lunga e non abbiamo tanta voglia di farle.
Riusciamo ad entrare bene a Cascina Triulzia (un po deludente) nel Sudan, in Irlanda, poi in Corea con mezz'ora di coda, Malaysia giusto prima che chiuda.
Poi a mangiare riso e polly al curry nel Cluseter del Riso (Bangladesch) e finire con una cCrepe al Grand Marnier.

giovedì 15 ottobre 2015

Teatro: Morte di un commesso viaggiatore


Lo spettacolo è un calssico della drammaturgia contemporanea.
Ormai per la media degli spettacoli di oggi è lunghissimo (circa tre ore e mezza). Troppo.
Attori straordinari e tema ancora estremamente di attualità, ma un secondo tempo lungo, con una ripetizione dei concetti che si poteva evitare.
Comunque un bello spettacolo.


MORTE DI UN COMMESSO VIAGGIATORE
di Arthur Miller
traduzione di Masolino d'Amico
regia di Elio De Capitani
scene e costumi Carlo Sala
con Elio De Capitani [Willy Loman], Cristina Crippa [Linda Loman], Angelo Di Genio [Biff Loman], Marco Bonadei [Happy Loman], Federico Vanni [Charley - Milano + tournée novembre/dal 29 marzo al 17 aprile] - Roberto Abbati [Charley - tournée dicembre/dal 10 al 22 marzo], Matthieu Pastore [Bernard - Milano] - Daniele Marmi [Bernard - tournée], Gabriele Calindri [Ben], Alice Redini [La Donna/Letta], Vincenzo Zampa [Howard Wagner/Stanley], Marta Pizzigallo [Miss Forsythe/Jenny - Milano + tournée] - Vanessa Korn [Miss Forsythe/Jenny - tournée novembre]
luci di Michele Ceglia
suono di Giuseppe Marzoli
produzione Teatro dell'Elfo con il contributo di Fondazione Cariplo

sabato 3 ottobre 2015

Mostra: Acqua Shock


Mostra meravigliosa: tante fotografie di grande formato scattate da punti di vista insoliti, la maggior parte dall'alto. Idee di natura, presenza umano, degrado, meraviglia.
Da rimanere attoniti



Edward Burtynsky, grande interprete della fotografia internazionale, da sempre documenta gli effetti del nostro progresso sul pianeta. Attraverso ricerche approfondite e lunghi viaggi ha scoperto e raccontato realtà solo in apparenza lontane, ma strettamente collegate al futuro del genere umano.

Le risorse naturali sono al centro del suo lavoro e dopo le affascinanti immagini delle cave e la magnifica serie dedicata al petrolio, negli ultimi anni si è rivolto allo studio della primaria fonte di vita sulla terra.

Acqua Shock raccoglie 60 fotografie divise in sette capitoli – Golfo del Messico, Devastazioni, Controllo, Agricoltura, Acquacoltura, Rive, Sorgenti – l’analisi di tutti gli aspetti connessi all’origine e all’utilizzo dell’acqua: dal delta dei fiumi ai pozzi a gradini, dalle colture acquatiche alle irrigazioni a pivot centrale, dai paesaggi disidratati alle sorgenti indispensabili.

“Immagini splendide – afferma Enrica Viganò – specchio di una verità che non vogliamo affrontare: il liquido più prezioso non è eterno!  La straordinaria bellezza degli scenari fotografati da Burtynsky ci invita alla riflessione, dopo aver incantato il nostro sguardo con il fascino del sublime”.

In mostra sarà proiettato il documentario “Where I Stand” (10 min.) prodotto dallo Studio Burtynsky per coinvolgere i visitatori nel processo di produzione di queste magnifiche immagini. In più di trent’anni di carriera l’artista che da sempre fotografa grandi vedute ha potuto e voluto aggiornare  la tecnica dei suoi scatti e ce ne svela i segreti. Per il progetto sull’acqua Burtynsky ha fatto ampio uso di droni, elicotteri e strutture per poter guardare dall’alto i suoi soggetti.





venerdì 2 ottobre 2015

Cinema: io e lei

http://www.mymovies.it/film/2015/ioelei/

Film interessante nella prima parte ma che si perde via via nella noia di una storia già vista e sentita mille volte.